Cio’ perche’ e’ noto che quando ci troviamo in uno stato di paura od ansia (dalle crisi personali a quelle planetarie), il nostro cervello va in uno stato di alta focalizzazione sui dettagli della situazione ansiogena che ci si presenta davanti. Questa nostra caratteristica, che era probabilmente perfetta per fuggire da un predatore nella foresta, tende a non dare sempre buoni risultati con i problemi complessi che dobbiamo affrontare nella societa’ attuale. Perche’ il ragionamento altamente focalizzato ci riduce ed imprigiona in quei dettagli. Non e’ olistico: se siamo in ansia o spaventati, diventa impossibile per il nostro cervello vedere il quadro generale della situazione (alcuni chiamano questa incapacita’ “tunnel vision” sia in senso visivo che cognitivo). Se invece lo stato di ansia e paura viene rimosso, il quadro generale ricompare, aumenta la capacita’ di stabilire connessioni creative, assieme ad una generale tendenza ad essere piu’ facilmente distratti (perche’ l’alta focalizzazione se ne e’ andata).


